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Un uomo vale quanto la sua parola? L'arte di saper comunicare

Cosa significa comunicare in modo efficace? Cos’è la comunicazione? In cosa consiste? Quando avviene? È facile saper comunicare?

In tutti questi anni di docenza vi posso assicurare che quasi mai la risposta a questo tipo di domande è stata univoca o scontata.

Solo l’ultima domanda ha ricevuto una risposta pressoché sempre uguale. No, non è facile saper comunicare in modo efficace. D’altra parte, se lo fosse esisterebbero le incomprensioni, i litigi, le guerre?

Ma per quanto riguarda le altre domande?

Beh, di una cosa sono certo: se mi baso sulle mie statistiche quasi nessuno si aspettava la replica che gli ho fornito e non mi stupirei affatto se ciò che scoprirai in questo articolo sorprendesse anche te.  

Se ti stai chiedendo chi sono io per raccontarti queste cose, eccomi: mi presento. 

Mi chiamo Sante Agostinelli e sono un Master Trainer.

Attraverso una formazione divertente, fornisco strumenti concreti alle persone per accompagnarle nel loro percorso di evoluzione professionale e personale.

Bene, ora che ci conosciamo, siamo pronti: iniziamo!

Ma se ritieni di non aver abbastanza tempo per leggere tutto l’articolo, ti lascio la sintesi in questo video.

Cosa significa comunicare in modo efficace?

Vediamo in sintesi qual è la risposta che va per la maggiore, almeno in termini di sostanza. 

Molti pensano che la comunicazione efficace consista nel parlare con qualcuno per trasferirgli un messaggio e nel fatto che questo qualcuno, a sua volta, lo capisca.

D’altra parte, se ci pensiamo, in molte circostanze attribuiamo a quella persona la responsabilità di comprendere. È forse un caso che la maggior parte dei discorsi finiscano con l’espressione: “Hai capito?”

Ma è proprio così? La responsabilità di comprendere è davvero del nostro interlocutore?  

Gli aspetti tecnici della comunicazione

Riepiloghiamo le domande da cui siamo partiti. 

Cos’è la comunicazione efficace? Quando avviene?

Iniziamo col dire che per poter comunicare ci vuole:

  • un EMITTENTE e 
  • un RICEVENTE.

Inoltre, la comunicazione può avvenire:

  • a senso unico, ad esempio quando facciamo un monologo, o semplicemente quando ascoltiamo la radio o la tv. Questo perché il ricevente di fatto non può interagire;
  • a senso alternato: ad esempio quando parliamo con qualcuno.

Ora, la cosa di cui dobbiamo tenere conto è che quando l’emittente produce il messaggio di fatto lo TRASMETTE verso il ricevente ma, come potrai immaginare, il messaggio prima di arrivare fa una “passeggiata” nell’etere. È proprio qui che potrebbe incontrare situazioni avverse, subendo l’influenza della distorsione oppure della dispersione.

Oltre a ciò, il messaggio è comunque soggetto a diverse variabili come, ad esempio, il tono della voce, le immagini evocate, lo stile e le sensazioni dell’emittente.

Non solo; quando finalmente il ricevente accoglie il messaggio, siamo certi che sia predisposto per farlo nel modo giusto?

Vedi che le tematiche legate al mondo della comunicazione sono davvero tante, a controprova che non è esattamente un’azione semplice e naturale. 

Non è però questo il momento per trattarle tutte; ne avremo sicuramente occasione nei prossimi post.

Ciò su cui ci potremmo concentrare ora è che il ricevente, a seguito del messaggio che gli arriva, ci dà un feedback, cioè una controreazione, facendo ritornare verso di noi la sua risposta.

Che tipo di controreazione potrà fornirci il ricevente?

Le possibili reazioni sono tre:  

  • apprezzamento, quando l’emittente ha compreso positivamente quanto abbiamo condiviso con lui;
  • rifiuto, nel caso in cui non abbia compreso nulla di quanto abbiamo condiviso con lui;
  • ambivalenza. quando l’emittente ha compreso solo parzialmente quanto abbiamo condiviso con lui.

Di fatto quindi, noi sappiamo se la nostra trasmissione è andata a buon fine solo attraverso l’ASCOLTO della controreazione del nostro ricevente.

Questo sconvolge una delle più errate convinzioni che abbiamo sulla comunicazione, cioè:

Emettere un messaggio significa TRASMETTERE, mentre comunicare significa ASCOLTARE.

Incredibile Sante, vorresti dire che la comunicazione non consiste nel parlare ma nell’ascoltare?

Assolutamente sì.

Quindi ora la domanda potrebbe diventare: ma siamo davvero capaci di ascoltare? Anche questo è un tema che tratteremo nei prossimo post, con la dovuta attenzione e chiarezza.

Ora rimaniamo focalizzati su quanto appena appreso.

La comunicazione è ascolto.

Cosa significa questo?

In sostanza, da questa definizione possiamo dedurre principalmente due aspetti importanti:

  1. quando trasmettiamo dobbiamo stare attenti a ciò che diciamo e a come lo diciamo;
  2. quando ascoltiamo dobbiamo stare attenti a ciò che riceviamo come controreazione dal nostro ricevente.

Tutto abbastanza chiaro Sante, ma perché continui a sostenere che la responsabilità della comunicazione ricade sull’emittente e non sul ricevente? 

Voglio dire, non è colpa mia se chi riceve non capisce nonostante io abbia fatto di tutto per essere chiaro!

Semplice amico mio, se l’interesse di far arrivare il messaggio è tuo, su chi ricade l’insuccesso di non riuscire a raggiungere tale obiettivo?

Saper comunicare in modo efficace, in sostanza, significa godere di uno degli strumenti più potenti al mondo, in grado di aiutarci a raggiungere i nostri obiettivi.

Ovviamente questo articolo non può essere esaustivo del tema; siamo solo all’inizio di questo meraviglioso viaggio! 

Voglio però aggiungere una cosa prima di salutarci: può essere che saper comunicare con gli altri sia altrettanto importante di saper comunicare con noi stessi?

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